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Totò Schillaci - Mondiali di Calcio Italia 90 - World Cup

Cari amici,

ho avuto il privilegio di conoscere personalmente Salvatore Schillaci, meglio conosciuto come Totò Schillaci, il leggendario eroe delle notti magiche cantate da Gianna Nannini, che tanta gioia ci ha regalato in occasione dei mondiali di calcio Italia 90.

Pur non avendo la cultura e la competenza calcistica del compianto Gianni Brera, mi sento di scrivere qualche riga sul calciatore e sull’uomo Schillaci soprattutto per rendere una cortesia ai giovani sportivi di oggi che non hanno avuto modo di provare le emozioni dal vivo del mondiale degli anni 90.

Premetto che userò espressioni da tifoso e termini piuttosto coloriti, pertanto i lettori più schizzinosi sono avvertiti già da ora.

Salvatore Schillaci è il calciatore che più di tutti è riuscito ad unire le tifoserie avversarie abbracciandoli tutti con la bandiera italiana. Pur avendo militato con successo in diverse prestigiose squadre italiane o giapponesi, è stato sempre amatissimo dai tifosi, dagli avversari e anche da chi non segue il calcio.

Ha avuto la capacità di regalare emozioni indimenticabili ad ognuno di noi, sia nel momento dei gol segnati quando milanisti e interisti potevano gioire assieme senza sbudellarsi a vicenda, sia in occasione dei rari gol sbagliati quando riusciva a strappare terribili bestemmie anche alle monache di clausura.

Analizziamo ora il calciatore e le sue caratteristiche tecniche e soffermiamoci solo brevemente sull’uomo, in segno di rispetto per la sua privacy.

Generosità agonistica: Totò Schillaci era di fatto un gladiatore dell’antica Roma finito, forse per sbaglio, a giocare in un moderno campo di calcio. Le conseguenze facilmente sono intuibili. Sanguinario e spietato, dopo avere sbeffeggiato i difensori, con la palla davanti al portiere dimenticava le parole pietà e misericordia, forse non le conosce neanche, e piazzava immancabilmente la palla in rete.

Senso della posizione e visione di gioco: Schillaci albergava solitamente nell’area piccola di rigore e mentre gli avversari erano impegnati a cercare funghi nel campo da gioco, lui con gli occhi spiritati e vestito da coccodrillo, attendeva con pazienza le prede lungo la riva del fiume. In altri termini, se toccava la palla, il portiere avversario in lacrime la andava a raccogliere alle sue spalle e la rimetteva a centrocampo.

Intuito e fiuto del gol: Totò Schillaci aveva un finissimo fiuto per il gol che avrebbe segnato a breve. Possiamo anche dire che aveva spiccate doti di chiaroveggenza. Riusciva infatti a prevedere con 10 minuti di anticipo dove sarebbe passata la palla in area di rigore e si appostava al punto giusto proprio come si aspetta l’autobus alla fermata.

Padre amorevole e uomo di famiglia: Oggi Salvatore Schillaci è uno sportivo in piena forma, un imprenditore di successo e persino un attore. Di sicuro è un uomo di altri tempi con valori antichi ma più che mai attuali, una persona di cui ancora oggi gli italiani possono andare fieri.

Totò Schillaci - Mondiali di Calcio Italia 90 - World Cup